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Lo
spettacolo consiste nell'unione di due atti unici "Aria Nova"
con Alessandra Costanzo e Maria Teresa Pintus e "Il Pellegrino"
con l'interpretazione di Massimo Wertmuller.
Questi due testi seppur ambientati nei primi anni venti dell'ottocento,
all'indomani quindi del congresso di Vienna, sono diversi nello stile.
Aria Nova è fortemente connotato dall'unità di luogo,
tempo e azione ossia nell'arco reale della fine di un concerto che si
svolge a Palazzo Torlonia. Nel bel mezzo di una festa che ospita i vincitori
di Waterloo le sorelle Luciana e Ortensia sembrano divise su tutto ciò
che capita a loro. L'una razionale e calcolatrice, l'altra romantica e
passionale, sono legatissime per necessità e amore fino alla decisione
lacerante che dovranno affrontare entrambe.
Il Pellegrino è un racconto teatrale che viola le tre unità
precedenti e da via a numerosi personaggi uomini e donne tutti interpretati
da Massimo Wertmuller. Siamo nel secolo scorso, nei primi anni venti a
Roma. Ninetto, vetturino che presta servizio con la madre presso il Monsignor
Caracciolo, napoletano, viene informato da questi che il nipote, il giovane
Conte Enrico, milanese, è ricercato dalla polizia austriaca e verrà
quindi a passare un po' di tempo a Roma in casa dello zio. A Ninetto viene
raccomandato di stargli vicino, di servirlo e controllare i suoi contatti
nella città, essendo il giovane di chiare idee carbonare e quindi
inaffidabile.
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