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Cas Public
- Hélène Blackburn
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Hélène Blackburn e Cas PublicDal 1983, la creazione coreografica si situa al centro delle preoccupazioni artistiche di Hélène Blackbourn. Dapprima, a titolo di coreografa indipendente, partecipa a numerose manifestazioni sia a Montréal che all'estero. Molto presto, la critica riconosce nella costruzione delle sue prime opere i fondamenti di una carriera molto promettente. "La Blackburn è una delle certezze della nuova danza" scrive il quotidiano La Presse. La creazione di Cathédrale, nel 1998, conferma il dinamismo e la tenacia di Hélène Blackburn. Il Belgio la acclama, il prestigioso Festival International de Nouvelle Danse di Montréal la accoglie. Sull'onda di questi successi che la posizionano nella sfera dei principali coreografi, nel 1989 fonda la compagnia Cas Public. Il nome stesso esprime il suo credo fondato sul lavoro collettivo, pubblico; da qui il rifiuto assoluto di trattare qualsivoglia forma di mistificazione nei confronti dello spazio che lei occupa in studio. Poi con Suites Furieuses, Hélène Blackburn approfondisce le sue scelte estetiche e coreografiche. Portatrice di nuovi codici gestuali, viscerale e teatrale, la sua danza, più che mai, oscilla tra l'equilibrio e i limiti del caos. "Cas Public di Montréal ( ) ha dimostrato che la teatralità non ha bisogno di passare attraverso dei movimenti oscuri e pesanti ( ) un vocabolario distinto anima ogni incontro ( ) in un ora, una potenza esplosiva che ha reso questo "quadro" pieno di sensi e di movimenti memorabili" (Dance Theatre Journal, Londra 1998). Senza alcun dubbio, Suites Furieuses provoca, impressiona, tocca; il pubblico locale e quello estero scopre il sentimento d'urgenza che anima Hélène Blackburn. Un sentimento che imprime al suo lavoro una foga, una impetuosità, un furore confessato e trascendente. D'una violenza latente, a volte manifesta, la danza di Hélène Blackburn si è evoluta sotto il segno di una passione magistralmente canalizzata in occasione di Incarnation. Attraverso quest'opera maggiore, la coreografa rende omaggio ai danzatori che giorno dopo giorno si prestano anima e corpo ad un'opera che non può esistere che nella consumazione del loro essere. La critica è ditirambica. Si evidenzia la valorizzazione dei corpi nell'esecuzione di una danza che descrive una audace rifusione del vocabolario classico e contemporaneo. Nel 2001, Hélène Blackburn rileva la sfida della creazione in un'opera dedicata al pubblico giovane. L'entusiasmo suscitato da Nous n'irons plus au bois rivela una volta di più la sagacità di questa artista realizzata. Nel 1990 la Blackburn si aggiudica il Premio Jacqueline Lemieux per l'originalità e la qualità della sua carriera. Nel 1999 il prestigioso Centre Laban a Londra le consegna il premio di coreografia Bonnie Bird per l'America del Nord e in questa occasione la invita a creare un'opera per la Transitino Dance Company. E nel 2001, riceverà il premio dell'Ufficio Franco-Québecchese per la gioventù - RIDEAU 2001 - nella categoria dei creatori per Nous n'irons plus au bois. |
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BARBABLU "Anna,
mia sorella Anna, non ti accorgi di nulla?" spesso considerato come uno dei racconti di Perrault meno adatto per i bambini, Barbablù ci sembra avere oggi una risonanza particolare per il mescolarsi di amore di violenza e di sessualità che è sottinteso. La potenza di questi temi associati al potere di evocazione della danza, ha tutto per sorprendere, far fremere, fare a volte sorridere ed emozionare. All'incrocio di molteplici universi narrativi, il Barbablu di Hélène Blackburn si muove dalla danza alle parole e ci ritorna per mescolare differenti versioni di questa sanguinosa storia. In sostanza, un invito ad esplorare le diverse facce di questa storia. Creato in coproduzione con il Théâtre Centennial de l'Université Bishop's de Lennoxville (Québec), Barbablu è uno spettacolo di 65 minuti che si rivolge a tutto il pubblico, giovani ed adulti. Composto da una sequenza di "tableaux" in tempo reale, questa danza, per sei interpreti ed una violinista, anche se tragica nella sua tematica, è trattata con humour e lascia intravedere sia il piacere della passione e la generosità. "Noi tutti abbiamo un angelo e un piccolo Barbablu che coabitano in noi. Adulti o bambini, dobbiamo purtroppo un giorno arrenderci a questa evidenza... Noi non siamo né interamente buoni, né totalmente cattivi. Noi siamo condannati a vivere lontano dalle certezze, accettando di vivere coraggiosamente con i nostri dubbi. Hélène Blackburn |
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il sito di Cas Public è: www.caspublic.com
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