La
Pudeur des icebergs
La
pudeur des icebergs, cristallizzazione di un
riflesso sulla presenza fragile di se con gli altri. Sulla scena scopriamo,
sconvolti, dei corpi nudi in uno spazio nudo che subisce l'essenziale
vulnerabilità della condizione umana dove l'essere riporta a volte
delle vittorie insperate sull'apparire. I trio alternano con i duo, e
l'assenza della competizione amorosa neutralizza qualsiasi forma di esclusione.
Poiché non si parla di conquiste ma piuttosto di una esplorazione
di tutte le possibilità e gli sforzi inauditi che esigono il semplice
fatto di essere viventi. Con quest'opera epurata, Daniel Léveillé
scava ancora più profondamente la solitudine: il duro confronto
del corpo di fronte al corpo dell'altro, le misteriose relazioni dei corpi
nello spazio, il tracciato, lo slancio e la caduta inesorabile del movimento.
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Amour,
acide et noix
Amour,
acide et noix è il peso della solitudine e il desiderio irreprensibile
dell'altro. E' anche un momento intenso della vita, in particolare quella
dei giovani, d'una acuità esacerbata. La pelle, qui, è il
vero costume della danza. Infatti la nudità rivela ciò che
si nasconde sotto: una fragilità e una infinita tenerezza, malgrado
la durezza implacabile della vita.
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Daniel
Léveillé, coreografo
Daniel
Léveillé inizia la sua carriera di coreografo nel 1976.
Nell'82 riceve dal Consiglio delle Arti del Canada il premio Jacqueline
Lemieux a sottolineare la sua qualità artistica.
Nel 1991 fonda la sua compagnia Daniel Léveillé danse dopo
aver operato per lunghi anni come coreografo indipendente.Qualificandosi
lui stesso un puro prodotto degli anni '70, Daniel è uscito dal
gruppo Nouvelle Aire, compagnia e laboratorio di creazione diretto da
Martine Epoque. Acquisisce la sua formazione di danzatore principalmente
con Linda Rabin e approfondisce con Françoise Sullivan, artista
visiva e coreografa, le sue capacità artistiche nella creazione.
Preoccupato dell'integrità del gesto di creazione, Daniel ha deliberatamente
scelto di lavorare senza minimamente pensare agli impedimenti causati
dalle ferree esigenze di tournée. Questo non gli ha impedito di
tracciare il suo percorso nell'ambito della danza canadese e di diventare
un punto di riferimento indiscusso nell'ambito della creazione.Tra le
sue principali creazioni ricordiamo Le Sacre du printemps (1982), Les
traces no I, II, III, IV, V, VI (1989), l'Exil ou la Mort (1991) e l'Utapie
(1998), opere di riferimento del suo percorso di coreografo.Nella sua
più recente creazione, Amour, acide et Noix, prosegue la sua ricerca
con quattro giovani interpreti, tre uomini e una donna, privilegiando
la dinamica di coppia come struttura di composizione. Due a due, i corpi
si riconoscono, si toccano, si portano e si lasciano trasportare nella
inevitabile caduta del movimento. Piccole danze di una infinita tenerezza
malgrado l'asperità del quotidiano, il peso dei corpi e la durezza
implacabile della vita.L'umanità onnipresente nell'opera di Daniel
Léveillé apre, qui, la porta dell'intimo per comunicare
il suo coinvolgimento nella vita.
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